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Per non perdere il treno della storia:
una catechesi che cambia pelle
Come rendere interessante Dio oggi?
dall'incontro con Don Pino Pellegrino
di Sabato 4 Ottobre 2003
Iniziamo con una barzelletta: il camionista e il sacerdote
in paradiso
Predicatore lagnoso = predicatore disastroso
Catechista lagnoso = catechista disastroso
Per tre minuti stiamo sulle nuvole: meglio dire poco, ma bene; è meglio intendere poco, che fraintendere molto
Un catechista completo deve avere tre competenze:
- competenza contenutistica, teologica: il catechista non
dice certe cose, ma cose certe, deve
sapere cosa dire, deve istruirsi, informarsi, arricchire la
sua cultura teologica. Ma non basta sapere COSA dire, ma COME
dire
- competenza psicologica: uno sa comunicare in quanto sa rivolgersi
alle persone che gli stanno davanti. Occorre conoscere la
persona che ti sta davanti, altrimenti non arrivi a comunicare
con lei
cfr. uno psicologo che dice: ho imparato molto dal mio cane.
Doveva fargli trangugiare lolio di merluzzo. Lolio
per terra viene avidamente leccato. Non è che non piaceva
lolio, ma il modo di porgerglielo.
Ai ragazzi non è che non piace il messaggio, ma il
MODO di comunicarglielo. Di qui nasce il metodo
- cfr. competenza didattica-metodologica
Mentre la competenza teologica può durare un po
di tempo, le altre due cambiano, perché i ragazzi cambiano
in continuazione. Quindi devo aggiornarmi.
Se noi non cambiamo metodo di fare catechesi, noi perdiamo
il treno della storia. Prima di avvicinare i lontani, non annoiamo
i vicini!
Oggi perderemmo tempo a dire che i ragazzi sono cambiati. Un
solo esempio: una volta si diceva: trema come una foglia; oggi
dicono: trema come una lavatrice. La televisione cambia i ragazzi,
scava il mondo dei ragazzi, cambia loro il cervello. Dalle ore
11 del 3 gennaio 1954 è nato luomo video
( un tempo: homo erectus
).
I nostri ragazzi hanno il cervello fatto a fette: il mondo della
televisione è a spot! La televisione ha rosicchiato lattenzione
dei ragazzi.
È più facile prendere una balena nel Po, che
prendere lattenzione dei ragazzi. Dobbiamo parlare in
modo frizzante, croccante. I catechisti sono tutti bravi, ma
vanno aiutati nella preparazione. Più che voci di teologia,
che per i ragazzi sono di scorsi di ufologia, oggi ci vogliono
voci di metodologia.
Come deve essere la nostra catechesi oggi?
- VISIVA
- RALLENTATA: i catechismi sono obesi e i ragazzi sono anoressici!
- DIVERTENTE
- CONVINCENTE
- ALLARGATA: famiglia, parrocchia, gruppi
CATECHESI VISIVA
Oggi i nostri ragazzi sono più visivi, che uditivi. Vedono,
ma non sentono. Un Dio libresco non aggancia più i cervelli.
Noi dobbiamo in qualche modo far vedere. Noi abbiamo varie forme
di visibilità:
- Visibilità diretta: cioè faccio vedere.
Cfr. una visita al Camposanto, al Presepe, ad una anziano;
non interessa solo le cose, ma interessa noi, perché
noi di fronte al ragazzo siamo la realtà. Il ragazzo
ci vede.
Noi dobbiamo essere delle persone significative per il ragazzo.
Come chiesa si è pensato di più a istruire i
catechisti, che non a renderli simpatici. Ci sono caratteri
incongruenti con lessere catechista:
- Carattere introverso, tarantolàto, come le bamboline
russe, un problema dentro laltro. Questo è un carattere da ulcera.
- Carattere decaffeinato, al borotalco. Di chi è mezzo uomo. Ci vuole una certa forze e sicurezza.
- Carattere marzolino, da marzo. Cioè una carattere
BB, cioè baci e botte. Incostante. Lunatico.
- Carattere necrofilo, di chi ama la morte. Il pessimista,
che non rischia mai.
I caratteri buoni, congruenti:
- Carattere biòfilo, amante della vita, incoraggiante.
Non usa mai parole come cretino, stupido...
- Carattere allocèntrico, centrato sullaltro.
Ha superato la parte dellantipatia e della simpatia,
per arrivare allempatia. Empatia è trasferirsi
sullaltro anche quando non è simpatico. Così vale per il genitore verso i figli, per il catechista.
- Carattere ottimista.
- Visibilità mediata: è quella dellimmagine.
Ho un pezzo di pane, ho una bella fotografia del pane. In
confronto di quella delle parole ha 2 caratteristiche: limmagine
è di facile lettura; limmagine colpisce lemotività,
cioè lemisfero destro del cervello.
Una video cassetta piace. La parola è convenzionale,
invece limmagine è naturale.Quando i ragazzi
vengono al catechismo, talora è come se parlassimo
arabo con loro!
Noi oggi dobbiamo spiegare tutte le parole: per tanti ragazzini
andare al catechismo è come andare a scuola di arabo.
Molti non hanno mai sentito la parola peccato, Gesù
.
Il vocabolario religioso non appartiene più ai nostri
ragazzi! Cfr. le preghiere: chi capisce mi dolgo,
o la pietà celeste...
Cfr. Ama il prossimo tuo come te stesso: chi è il prossimo?
Risposta del bimbo: è quello che viene dopo di me (cfr.
dal dottore: avanti il prossimo) Se io dico: nel mondo ci
sono tanti bambini che piangono. Ma se io li faccio vedere,
allora limmagine colpisce lemotività. Davanti
a unimmagine preghi meglio, perché colpisce lemisfero
destro dellemotività.
Ma limmagine ha due grossi limiti: 1) vedere non significa
capire. È la parola che fa capire. È il linguaggio
verbale. Le armi possono vincerti, ma la parola ti può
convincere. 2) limite dellimmagine: non tutto si può
raffigurare. Come si può raffigurare lo Spirito santo?
Usando la parola.
NB: dobbiamo offrire ai ragazzi delle parole colorate.
- Visibilità verbale
Cfr. Barzelletta. Le mamme dei preti. Una dice: il mio figlio è Monsignore. La gente gli dice: Monsignore. La seconda:
il mio è Vescovo. Eccellenza
. La terza: cardinale:
eminenza
.. la quarta: il mio è prete, 110 kg,
alto2 m. la gente dice: O Signore Gesù!!!
Noi dovremmo cercare di visualizzare al massimo il nostro
modo di parlare. Parlare colorato.
Tre modi di visibilità verbale:
- praticare la via del paragone, la via dei COME. Noi
comunichiamo sempre facendo dei paragoni. I bambini amano
i come. Mia mamma è come i pompieri; mia nonna
è come una aspirapolvere
. Dio è come
il mare: regge chi gli si abbandona.
- praticare la via del simbolo: immagini che rimandano.
Cfr. i simboli dello Spirito Santo: fuoco, vento, acqua.
Lalbero di natale è un simbolo
. La
preghiera è come il cellulare; la parola di Dio
è come il tergicristallo.
- praticare la via del racconto: io rendo la parola carica
di colore. Racconta e i ragazzi ti stanno ad ascoltare.
Cfr. la favola del passerotto preso in mano, nel pugno,
e dellindovino. È vivo o morto? Lindovino
pensa e dice: è come lo vuoi tu. La vita è
nelle nostre mani: la libertà.
CATECHESI RALLENTATA
I catechismi sono obesi e i ragazzi sono anoressici!
Dio non nasce ovunque. Dio ha bisogno di un orto. Oggi manca
lorto di Dio. Mancano le disposizioni psicologiche di
fondo. È come se il catechista seminasse sul marmo.
Quali ingredienti mancano per i catechisti? Quali premesse
mancano nei ragazzi di oggi?
- Il silenzio. Chi è scarso di silenzio è scarso
di Dio. I ragazzi oggi sono frastornati.
- La meraviglia. Lincanto. Oggi i nostri ragazzi non
si stupiscono più di niente.
- Il senso dellumiltà e della povertà.
Oggi ci si crede onnipotenti. Quindi non si ha più
bisogno dellOnnipotente
- La grinta. Oggi i ragazzi non hanno più la capacità del sacrificio.
- La gioia
- Lamore
I Ragazzi sono : frastornati, disincantati, autosufficienti,
superbi. Quindi bisogna andare adagio, rallentare.
- Nelle prime classi bisognerebbe mettere i catechisti migliori.
Attraenti, simpatici, belli.
- Spiegare tutte le parole
- Partire da Gesù e non da Dio. Di Dio il bambino non
capisce niente. Gesù è la finestra su Dio
- Fare catechismo a petalo: unidea per volta. La dici,
la canti, la fai dipingere
- Non dobbiamo affannarci. Non siamo obbligati a svolgere
un programma, ma un bambini. Descolasticizziàmo il
catechismo!
Un ragazzino apprende il 60% dalla gestualità; il 30
% dal tono di voce. Resta il 10% da quello che dici. La televisione
guarda allapparire. Puoi essere un asino, ma se vai in
tv diventi un cavallo.
CATECHESI CONVINCENTE
I ragazzi oggi sono diffidenti. Hanno resistenze psicologiche
difficilissime. Sono scettici, qualunquisti. Ecco perché
noi dobbiamo rendere ragione. È la parola che ti convince,
che rende ragione. Allora il bravo catechista sa parlare bene.
Come dovremmo parlare oggi? 10 modi di parlare:
- Parliamo senza salire in cattedra. Non darti delle arie.
Aria di importanza, diploma di ignoranza. Quando parli con
un bambino siediti per terra: cioè ascoltalo, ammetti
anche di aver sbagliato
Cè unospitalità
che consiste nellaprire le porte di casa, e nellaprire
le orecchie per ascoltare.
- Parlare visivo
- Parlare con sentimento, con un po di cuore. Ci sono
persone che quando parlano sembra che ti abbracciano, altre
sembrano distaccate. La presenza degli uomini è fondamentale
al catechismo.
- Parliamo trasparente, chiaro.
- Parliamo convincente, convincendo, motivando le cose che
diciamo.
- Parliamo verticale, cioè usiamo parole che fanno
diventare grandi (mangia, bevi, lavati i denti), non solo
grossi ( sii giusto, onesto, sincero
).
- Parliamo con un po di umorismo. I ragazzi vanno pazzi
per gli indovinelli, il ragazzo ama lostacolo.
- Parliamo mirato, cioè a seconda delluditorio.
- Parliamo con brio, con ritmo
- Parliamo creativo, originale.
Questi appunti sono stati liberamente presi da don Domenico
nella speranza che possano esservi utili.
NB: tutte queste riflessioni le trovate sul libro di Pino Pellegrino, "IL NUOVO CATECHISTA. La via italiana alla catechesi" Mario Astegiano Editore
don
Domenico
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