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ANIMATORI SI NASCE
EDUCATORI SI DIVENTA!
Carissimi educatori dell'ACR,
andiamo insieme alla scoperta delle motivazioni profonde che
ci spingono a impegnarci, da cristiani, come "educatori"
nei nostri gruppi in parrocchia.
- Vorrei partire da una prima considerazione: l'animatore
è colui che anima, cioè fa giocare, riflettere
e pregare i ragazzi dei nostri gruppi parrocchiali. Alla
base del suo impegno c'è indubbiamente tanta generosità
e fantasia, la voglia di stare con i ragazzi e il desiderio
di realizzarsi, dando "sfogo" a tutte le sue belle
qualità. In un certo senso animatori si nasce, perché
in tutti noi c'è la voglia di divertirsi, facendo
qualcosa per gli altri, e allo stesso tempo sentendosi utili
e importanti.
- Ci chiediamo come si "diventa" educatori,
cioè animatori più motivati e competenti all'interno
della comunità cristiana. L'educatore, infatti, anima,
ma nell'ottica della crescita del ragazzo: lo conduce verso
una meta ben precisa, facendogli intravedere il senso della
vita. È un animatore "completo" che aiuta
a crescere in tutto ciò che fa.
Ci viene in aiuto un passo della parola di Dio, tratto dal
Libro del Deuteronomio (cfr. Dt 32, 7-12): "Ricorda
i giorni del tempo antico, medita gli anni lontani. Interroga
tuo padre e te lo farò sapere, i tuoi vecchi e te
lo diranno
".
La riconoscenza per quanto si è, a sua volta, ricevuto,
resta sempre il motivo principale, che spinge un giovane
a "darsi" per gli altri, a fare qualcosa di concreto,
mettendo a servizio del prossimo i doni e le qualità
che si hanno. Un educatore cristiano sente di aver ricevuto
il dono della fede attraverso la testimonianza vivente di
tante persone e formatori, che ha incontrato sul suo cammino.
Da questa consapevolezza nasce il desiderio di un impegno
più coraggioso e cristianamente più motivato.
Si scopre la bellezza di "restituire" quanto si
è ricevuto.
- Naturalmente "educatori si diventa":
essere educatore è un cammino in salita, fatto di
tappe fondamentali, ma che non si possono mai saltare.
Chi si presta come educatore deve avere "risolto"
il problema della fede, almeno come inizio della sua ricerca
religiosa. Si propone per i ragazzi come un educatore cristiano,
e cioè come colui/colei che vive le sue scelte, si
interroga sul senso della vita, alla luce della proposta
salvifica di Gesù Cristo. Un educatore cristiano
ha nella parrocchia il riferimento ordinario per la sua
vita spirituale (ascolto della Parola di Dio, sacramenti
dell'Eucarestia e della Riconciliazione, preghiera, eventuale
testimonianza - servizio come catechista, animatore di gruppi
giovanili,
). Quindi non è un "libero
battitore"! anche se è normale avere una propria
spiritualità cristiana, secondo le proprie sensibilità.
L'educatore cristiano non ha paura di dire la propria fede,
e di invitare i ragazzi a fare altrettanto, fidandosi di
Gesù Cristo e della Chiesa. Sa che solo testimoniando
in prima persona la propria fede potrà essere credibile
di fronte ai ragazzi: un educatore che sa lodare Dio per
le cose belle che ha fatto mentre ammira un paesaggio con
i suoi ragazzi, darà loro un esempio maggiore di
fede rispetto a quello che prega solo nei momenti destinati
alla preghiera. Sa che educare significa fare proposte forti
per una esistenza alla grande e sa che
la proposta più grande da fare è sempre quella
di Dio e della sua Parola!
- Dulcis in fundo! Dopo tanta teoria, qualcosa di più
"pratico" per tutti.
Concretamente, per stare con i ragazzi da educatori, per
camminare con loro, senza uscire fuori strada: ecco alcune
indicazioni importanti, a mo' di segnali stradali.
Cominciamo con i primi tre, lasciando la curiosità
di continuare la rassegna, ai nostri prossimi appuntamenti.
BAMBINI
Prima i bambini. L'educatore li conosce, li stima, li
ama. Mira di più al loro sviluppo che allo sviluppo
del programma.
CADUTA MASSI
Vi sono parole che sono carezze: "Ciao", "Grazie",
"Per favore", "Scusa",
E parole
che sono massi: "Sei un disastro", "Sei il
solito attaccabrighe",
L'educatore getta queste
ultime nel cestino della carta straccia e usa solo le prime.
SALITA RAPIDA
Mai come oggi i ragazzi fanno fatica a salire a Dio,
fanno fatica a capire il linguaggio religioso. È
da saggi usare una marcia adeguatamente bassa, corta. È
inutile fare teste ben piene: meglio puntare alle teste
ben fatte. L'educatore che corre fa come chi vuole raccogliere
lumache con la moto.
Non ci resta che augurarci ...Buon Viaggio.
Don Domenico B.
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