Parrocchia San Cassiano

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Una rilessione ed un augurio per Natale

per educatori ed animatori cristiani

Di nuovo Natale?
Sì, educatori e animatori cristiani! Ancora Natale anche per noi. Perché soprattutto noi abbiamo bisogno del Natale! Non tanto delle sue luci esteriori, piene di magica distrazione, ma di quella “Luce vera che illumina ogni uomo” (cfr. Gv 1, 9). Di Cristo, che di noi non si stanca mai.

Dice ancora il prologo del vangelo di Giovanni: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1, 11-12).

Come sempre vorrei condividere con voi, a mo’ di flash, alcune riflessioni.

Un Natale…da figli!
Prima che educatori e insegnanti, siamo sempre allievi e camminatori in ricerca della Verità. Prima che fratelli maggiori dei ragazzi che ci sono affidati al catechismo o all’Acr in parrocchia, siamo sempre e radicalmente “figli di Dio”.

Il Natale è la festa di chi si sente figlio, amato e ricolmato di doni dalle persone che gli vogliono bene. E Dio non è da meno! È un Padre che ci dona il suo amore. A noi tocca ricambiarlo, comunicandolo e condividendolo.

Un Natale…che ri-torna!
“Tu, Signore, torni puntualmente ogni anno, quando è Natale, perché ti sei legato con vincolo di carità invincibile al nostro destino, fino a diventare uno di noi, fino a prendere il posto di ognuno di noi”.

Un vero educatore impara dal Natale il linguaggio della prossimità verso gli altri. Come Cristo a noi, così noi ci “leghiamo” ai nostri ragazzi e giovani.

Siamo noi che, quando è necessario, ri-torniamo da loro, anche andandoli a cercare. Forse così il Natale non ti sembra anche più vero e più concreto. O no?

Spendi l’amore a piene mani!
Si dice che “l’amore è l’unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l’unico dono che aumenta quanto più ne sottrai. E’ l’unica impresa nella quale più si spende più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani… ne avrai più di prima.”

Natale significa che Dio “si butta via”, si spreca per noi.

Così un vero educatore cristiano non ha mai paura di “sprecare” tempo ed energie per i suoi ragazzi.

Lo stile … di Dio!
Il nostro carissimo don Giovanni Lisa, in una sua riflessione natalizia di alcuni anni fa, diceva che “il Natale è l’inizio tenero di una cosa molto seria, cioè della nostra salvezza”. Questo è lo stile di Dio. Il suo modo di farsi ri-conoscere.

Dio non si impone, ma si propone, a piccole dosi, teneramente. Nei panni di un bimbo.

Vogliamo educatori soft, e non bulldozer! Educatori pazienti e non roboanti. Educatori - sarebbe il caso di dire - “natalizi”.

Per concludere: “Lascia, o uomo, che il tuo amore ritorni alla Fonte, che i tuoi passi si dirigano alla sorgente” (Sant’Ignazio di Loyola).

Buon Natale amici!

don Domenico

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