e il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)
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Di nuovo Natale?
Sì, educatori e animatori cristiani! Ancora Natale
anche per noi. Perché soprattutto noi abbiamo bisogno
del Natale! Non tanto delle sue luci esteriori, piene di magica
distrazione, ma di quella Luce vera che illumina ogni
uomo (cfr. Gv 1, 9). Di Cristo, che di noi non si stanca
mai.
Dice ancora il prologo del vangelo di Giovanni: Venne fra la sua gente, ma i suoi non lhanno accolto. A quanti però lhanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio (Gv 1, 11-12).
Come sempre vorrei condividere con voi, a mo di flash, alcune riflessioni.
Un Natale
da figli!
Prima che educatori e insegnanti, siamo sempre allievi e
camminatori in ricerca della Verità. Prima che fratelli
maggiori dei ragazzi che ci sono affidati al catechismo o allAcr
in parrocchia, siamo sempre e radicalmente figli di Dio.
Il Natale è la festa di chi si sente figlio, amato e ricolmato di doni dalle persone che gli vogliono bene. E Dio non è da meno! È un Padre che ci dona il suo amore. A noi tocca ricambiarlo, comunicandolo e condividendolo.
Un Natale
che ri-torna!
Tu, Signore, torni puntualmente ogni anno, quando
è Natale, perché ti sei legato con vincolo di
carità invincibile al nostro destino, fino a diventare
uno di noi, fino a prendere il posto di ognuno di noi.
Un vero educatore impara dal Natale il linguaggio della prossimità verso gli altri. Come Cristo a noi, così noi ci leghiamo ai nostri ragazzi e giovani.
Siamo noi che, quando è necessario, ri-torniamo da loro, anche andandoli a cercare. Forse così il Natale non ti sembra anche più vero e più concreto. O no?
Spendi lamore a piene mani!
Si dice che lamore è lunico tesoro
che si moltiplica per divisione: è lunico dono
che aumenta quanto più ne sottrai. E lunica
impresa nella quale più si spende più si guadagna;
regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le
tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani
ne avrai più di prima.
Natale significa che Dio si butta via, si spreca per noi.
Così un vero educatore cristiano non ha mai paura di sprecare tempo ed energie per i suoi ragazzi.
Lo stile
di Dio!
Il nostro carissimo don Giovanni Lisa, in una sua riflessione
natalizia di alcuni anni fa, diceva che il Natale è
linizio tenero di una cosa molto seria, cioè della
nostra salvezza. Questo è lo stile di Dio. Il suo
modo di farsi ri-conoscere.
Dio non si impone, ma si propone, a piccole dosi, teneramente. Nei panni di un bimbo.
Vogliamo educatori soft, e non bulldozer! Educatori pazienti e non roboanti. Educatori - sarebbe il caso di dire - natalizi.
Per concludere: Lascia, o uomo, che il tuo amore ritorni alla Fonte, che i tuoi passi si dirigano alla sorgente (SantIgnazio di Loyola).
Buon Natale amici!